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gioia-conte-scudetto-inter - Credit: Screenshot tv
calcio 3 maggio 2021

Tutta la gioia di Antonio Conte per lo scudetto dell’Inter

di Pierfrancesco Catucci

Il tecnico nerazzurro è intervenuto al Club di Sky Sport

Il giorno dello scudetto dell’Inter festeggiato davanti alla tv grazie al pareggio dell’Atalanta a Sassuolo, il giorno dopo la vittoria dei nerazzurri a Crotone, è il giorno anche di lunghe chiacchierate via Skype per Antonio Conte.

Un Conte molto più rilassato e sorridente di quello che si vede spesso in zona mista durante le interviste, un Conte felice e consapevole dell’importanza del risultato raggiunto.

 

“Siamo più sereni, contenti e soddisfatti – dice al Club su Sky Sport – perché aver riportato uno scudetto all'Inter e averlo vinto con quattro giornate di anticipo testimonia il buon lavoro fatto da questi ragazzi. C’è molta più serenità, siamo davvero contenti. Ma mancano quattro partite e vogliamo continuare a fare bene. Sarà giusto dare più spazio a chi finora ha giocato meno. I ragazzi sanno benissimo che tipo di pensiero ho e che mentalità mi aspetto da parte loro”.

 

E poi racconta il percorso tattico, con l’equilibrio difensivo trovato strada facendo dopo un avvio di stagione con troppi gol subiti: “C’è stato un percorso dal punto di vista tattico e in questi due anni con i ragazzi abbiamo provato diverse situazioni. Abbiamo iniziato pressando molto in alto e aggredendo il portatore di palla a prescindere dalla zona di campo. Quest’anno siamo ripartiti così, ma è inevitabile che dopo un po’ gli avversari ti studiano e ti capiscono. Prendevamo troppi gol, ma una squadra che vuole vincere doveva avere più equilibrio”.

 

E sottolinea la capacità della sua squadra di leggere le situazioni e proporre un gioco sempre funzionale: “Durante una partita ci sono più fasi e una squadra matura deve saperle riconoscere e sapersi adattare. Abbiamo cambiato spesso durante l'anno. Noi abbiamo imparato a giocare con due interni o con due registi. Una grande squadra non deve avere un solo copione, ma deve capire dove poter far male senza snaturarsi”.

 

E a chi sostiene che l’Inter giochi male, la risposta è servita: “No, giochiamo un calcio moderno. E penso che quest’anno l’elemento decisivo sia stata la nostra maturazione dal punto di vista tattico”.

 

Il tecnico spiega anche il legame forte che si è creato con tutta la squadra: “La cosa più bella che mi è capitata è che ho trovato un gruppo di lavoro che si è fidato ciecamente delle mie idee e della mia leadership. È inevitabile che poi la crescita di tutti ha portato a questo risultato. Per essere competitiva, l'Inter aveva bisogno che tutti i suoi singoli giocatori alzassero l'asticella. Oggi lo hanno fatto davvero perché hanno vinto uno scudetto”.

 

E poi fa capire quanto complicato sia vincere all’Inter: “Vincere all'Inter non è stato facile: è una situazione complicata, devi entrarci dentro, capire tante dinamiche e a volte stare anche al gioco. Ho sposato la causa al 100% senza mai snaturare me stesso e sono molto contento di tutto questo. Ero stato chiamato per riportare l'Inter alla vittoria in tre anni, esserci riuscito in due anni è motivo di grande orgoglio”.

 

Quando gli chiedono del futuro, però, glissa: “Abbiamo pensato tantissimo al presente, era troppo importante portare questa barca in porto. Adesso voglio solo godermi questo momento, perché spesso mi sono goduto poco le mie vittorie. Ma ora sono cresciuto e sono cambiato: voglio godermi il momento insieme al club, alla mi famiglia e ai calciatori. L’abbiamo conquistato, nessuno ce lo può togliere. Per parlare del futuro e capire la situazione ci sarà tempo”.

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