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ibrahimovic-derby-inter-milan L'esultanza di Ibrahimovic dopo la doppietta all'Inter - Credit: Jonathan Moscrop / IPA / Fotogramma
calcio 17 ottobre 2020

Ibra stende l’Inter: è lui il re di Milano

di Pierfrancesco Catucci

Con la sua doppietta, il Milan batte 2-1 i nerazzurri

È sempre Ibrahimovic, ma non è solo Ibrahimovic.

Il Milan batte l’Inter 2-1 nel derby e resta in testa alla classifica di Serie A a punteggio pieno con appena un gol subito, quello segnato da Lukaku a metà del primo tempo. Prima, la doppietta si Ibra che, appena rientrato dopo un paio di settimane a casa causa Covid, riprende in mano la squadra e segna la doppietta che regala ai rossoneri un derby di campionato quasi 5 anni dopo l’ultima volta (in mezzo la vittoria ai supplementari in Coppa Italia del dicembre 2017).

 

Ibra è il re, la squadra si poggia sulle sue spalle e lui non fa fatica a tenerli tutti. Come quando zittisce chi continua a ricordare i suoi 39 anni e apre le braccia come a dire: “Sono ancora io il più forte”. E quando Handanovic gli respinge il rigore provocato dall’insensato fallo di Kolarov proprio su di lui, si avventa sul pallone e lo rispedisce in porta. Prima di fare doppietta 3 minuti più tardi e infilare il prezioso assist di Leao.

 

E, nonostante fosse rientrato solo pochi giorni prima della partita e non avesse 90 minuti nelle gambe, Pioli l’ha tenuto lì fino alla fine: “Era stanco e mi ha chiesto il cambio in campo – ha raccontato il tecnico a Sky nel post partita – ma non l'ho fatto uscire. Zlatan è un campione in tutto, un professionista esemplare, che vuole vincere sempre, tutto. Quando è arrivato al Milan mi ha detto: ‘Tu fai l'allenatore e io il giocatore, decidi tu’. E così non abbiamo mai avuto problemi, anche quando ci siamo scontrati”.

 

D’altronde, il passo avanti che il Milan ha fatto da quando Ibrahimovic è tornato a San Siro è più che evidente. Dopo le prime settimane di ambientamento è arrivato il lockdown che ha stoppato un campionato in cui i rossoneri avevano già cominciato a ingranare.

 

Ma è dopo il lockdown che la formazione di Pioli è esplosa. Con un calcio bello ed efficace, il Milan non ha più perso. Dalla ripresa dello scorso campionato a oggi è la squadra che ha fatto più punti e Ibrahimovic quel trascinatore che ha fatto crescere tutti i giocatori attorno a lui, da Calhanoglu a Rebic, passando per Leao. E anche per Kessie e Bennacer, perni indispensabili del centrocampo rossonero.

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