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L’Ifab boccia l’ipotesi del var a chiamata

- Credit: Fotogramma/IPA

le regole del calcio21 maggio 2022

L’Ifab boccia l’ipotesi del var a chiamata

di Franco Porto

Gravina spiega la posizione dell’organismo internazionale

No al Var a chiamata, sì al tempo effettivo. È quanto emerge dal convegno “Il calcio che l'Italia si merita” organizzato dal Corriere dello Sport. L'Ifab, l'ente che sovrintende le regole del calcio, secondo il presidente della Figc Gabriele Gravina, si è detta contraria al Var a chiamata.

 

“Il calcio italiano – ha detto – lo ha già proposto, ma l’Ifab ha detto no. Ci dicono che il Var non può limitarsi a due chiamate, deve fare tutto”. Apertura, invece, sul tempo effettivo.

 

Carlo Ancelotti, intervistato in video-chiamata allo stesso convegno, appoggia l’idea del tempo effettivo: “Ormai si arriva a partite con dieci minuti di recupero. Trenta minuti di tempo effettivo toglierebbero tante perdite di tempo inutili e simulazioni. È ora di metterla questa regola”.

 

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L’allenatore del Real Madrid ha inoltre aggiunto: “Il Var è uno strumento utile che va migliorato”. Sul calcio italiano dice: “Da dove deve ripartire il calcio italiano? Deve cercare un miglioramento dello spettacolo che propone. La qualità individuale dei giocatori italiani in questo momento non è come era 15 anni fa ed il decreto crescita non aiuta perché avvantaggia i giocatori stranieri”.

 

Sul futuro del calcio, Gravina aggiunge: “Invece che fare riferimento a degli indicatori di economia, si potrebbe fare a qualcosa di diverso, come un indice di benessere. Bisogna abbandonare un'idea faziosa, personalistica del mondo del calcio e cercare soluzioni in una logica sistemica. Più che di riforma dei campionati parlerei di riforma del calcio: oggi posso ringraziare Lorenzo Casini (presidente Lega Serie A, ndr) per una opportunità che abbiamo condiviso con degli stage programmati periodici di giovani, nasce un embrione ed è un passo avanti nel senso del dialogo costante che si sta sviluppando”.

 

“Il tema di oggi non è solo aumentare i ricavi, ma di mettere sotto controllo i costi: se il costo del lavoro passa dal 65 al 75 per cento non hai risolto il problema. Possiamo migliorare il prodotto e ci dobbiamo confrontare: qui nasce l'idea di un nuovo progetto. Non so se playoff o playout, sicuramente cento squadre sono troppe e va trovata una dimensione più corretta”.