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inter-pareggia-spezia - Credit: Fotogramma/IPA
calcio 22 aprile 2021

L’Inter pareggia alla Spezia e avvicina il tricolore

di Pierfrancesco Catucci

I nerazzurri allungano sul Milan che frena in casa

Secondo pareggio consecutivo per l’Inter che fa 1-1 in casa dello Spezia e continua l’amministrazione del largo vantaggio in testa alla classifica.

E allunga anche sul Milan che perde in casa 2-1 contro il Sassuolo e che ora rischia il sorpasso da parte dell’Atalanta che giocherà il posticipo sul campo della Roma.

 

L’Inter parte lenta e lascia allo Spezia la possibilità di fare gioco. E Farias, con un tiro da fuori area e con la complicità di Handanovic che si lascia sfuggire il pallone. Da quel momento comincia un’altra partita, con i nerazzurri che aumentano la pressione dalle parti di Provedel e trovano il pari con Perisic che infila da due passi l’assist di Hakimi.

 

L’Inter continua a premere anche nel secondo tempo, ma lo Spezia si difende con grande ordine e compattezza e mette due volte di pochi centimetri in fuorigioco Hakimi e Lautaro che avevano segnato il gol del vantaggio. E poi ci pensa Provedel a blindare la porta degli spezzini che guadagnano un altro importante punto salvezza.

 

A fine gara Conte è soddisfatto e guarda il bicchiere mezzo pieno: “È inevitabile che la pressione si senta, anche perché molti giocatori stanno lottando per la prima volta per il titolo. Ma se avessimo vinto non avremmo rubato nulla, la prestazione c’è stata anche se è mancata un po’ la qualità e stavamo cercando di sbagliare pure il gol di Perisic... Il traguardo comunque si avvicina, ora riposiamoci in vista di una sfida col Verona che sarà molto fisica”.

 

E poi commenta anche l’argomento caldo degli ultimi giorni, la Super League a cui l’Inter aveva inizialmente aderito, prima di sfilarsi: “Da uomo di sport penso che non bisogna mai dimenticare le tradizioni, perché appartengono alla storia e vanno mantenute. Ci deve essere passione nello sport, e poi lo sport deve essere meritocratico. Noi lavoriamo per cercare di vincere o di guadagnarci qualcosa”.

 

E sottolinea come ci sia qualcosa da cambiare: “La meritocrazia va sempre al primo posto, però è giusto che anche la Uefa rifletta su tutto questo: loro prendono tutti i diritti e riservano una piccola parte alle partecipanti. Invece devono fare una grande riflessione, i club mettono i giocatori che vengono spremuti come limoni e alla fine chi ci rimettono sono le società. La Uefa deve pensare che i club vanno premiati in maniera più congrua, sono le società a investire su giocatori, allenatori e tutto quanto. Se prendi dieci e dai tre ai club, non è giusto. Sono i club che mettono soldi, la proporzione va cambiata”.

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