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Mancini e la carenza di attaccanti: 'Situazione anomala'

- Credit: Figc media

nazionale19 settembre 2022

Mancini e la carenza di attaccanti: 'Situazione anomala'

di Franco Porto

Il c.t. parla alla stampa all'inizio del raduno per le sfide di Nations League

Prima seduta di allenamento nel pomeriggio a Coverciano per la Nazionale, che si è radunata al Centro Tecnico Federale per preparare gli ultimi due impegni di Nations League con Inghilterra e Ungheria.

 

Centottanta minuti decisivi per il piazzamento finale nel girone, che dopo le prime quattro gare disputate a giugno vede gli Azzurri terzi con 5 punti, preceduti da Ungheria (7 punti) e Germania (6) e davanti all'Inghilterra (2), prossima avversaria nel match in programma venerdì a San Siro.

 

L'Italia può ancora arrivare prima, raggiungendo per il secondo anno consecutivo la Final Four dell'ultimo nato tra i trofei Uefa per nazionali, ma ha bisogno di punti anche per evitare l'ultima posizione che condanna alla retrocessione in Lega B.

 

Nella consueta conferenza stampa di inizio raduno, Roberto Mancini ha incontrato i giornalisti spiegando cosa si aspetta da queste due gare: 'Sarà importante il risultato, nel girone può ancora accadere di tutto. Dobbiamo provare a vincere entrambe le partite per cercare di arrivare primi. Saranno mesi difficili fino a dopo il Mondiale, dobbiamo ritrovare un po' di entusiasmo. Credo che la spinta debba darcela la vittoria dell'Europeo. Bisogna ripartire da questo, ricominciare a costruire una squadra per fare altri quattro anni straordinari come quelli appena conclusi'.

 

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Il Ct ha quindi motivato le convocazioni diramate venerdì sera, dalle new entry Provedel, Vicario e Mazzocchi ('i due portieri volevo vederli e valutarli, Mazzocchi non è un ragazzino ma sta facendo molto bene') alla mancata chiamata di altri giocatori da tempo nel giro azzurro: 'Spinazzola mi ha detto che non si sente benissimo, che ha bisogno di lavorare due settimane e per questo l'ho lasciato a casa. Di bravi ne sono rimasti a casa diversi, ma ho pensato fosse giusto così visto che stanno giocando tante gare'.

 

L'Italia dovrà fare a meno anche di Verratti, che come preannunciato dal tecnico del Paris Saint Germain, Christophe Galtier, ieri sera in occasione del match di Ligue 1 con il Lione ha subito un infortunio al polpaccio: 'Verratti non ce la fa – conferma Mancini – ha preso un colpo e non riesce nemmeno a camminare. Probabilmente chiameremo Frattesi, vediamo. Tonali credo non sia un grande problema, Pellegrini lo valuteremo tra oggi e domani, mentre penso che Politano stia abbastanza bene'.

 

Dopo aver dedicato un pensiero alle vittime dell'alluvione che nei giorni scorsi ha colpito le Marche ('Mi trovavo lì, non ho mai visto piovere così tanto in vita mia. Provo grande dispiacere per ciò che è accaduto, non solo perché è successo a 10 chilometri da casa mia') e aver confermato che domenica i giocatori avranno modo di esercitare il loro diritto di voto, il c.t. si è soffermato sulla penuria di attaccanti.

 

Una criticità che emerge chiaramente anche scorrendo la classifica marcatori della Serie A, dove nelle prime 13 posizioni c'è un solo italiano, il solito Ciro Immobile: 'È qualcosa di anomalo perché l'Italia ha sempre avuto grandi attaccanti. Purtroppo, le grandi squadre da un po' di tempo hanno tanti attaccanti stranieri, l'unico che è lì da un po' di tempo è Immobile. Speriamo non sia un processo irreversibile e che presto possano uscire 2-3 attaccanti giovani che possano dare un futuro alla Nazionale. Non è un problema piccolissimo'.

 

Da Scamacca a Casadei, alcuni dei giovani più promettenti hanno lasciato l'Italia per cercare fortuna all'estero. Per Mancini non è un male, anzi: 'Scamacca è andato in un campionato difficile e ci vorrà un po' per capire il calcio inglese, ma il tempo è dalla sua parte. Andare a giocare all'estero ti può aiutare'.

 

E anche chi come Insigne, Bernardeschi e Criscito ha deciso di iniziare una nuova avventura nella Major League Soccer non troverà chiuse le porte della Nazionale: 'Nessuno è tagliato fuori. Insigne probabilmente sarebbe venuto, ma ha avuto un problema familiare molto grave'.

 

Il Ct, che con l'Inghilterra raggiungerà Valcareggi e Vicini per numero di panchine in Azzurro (54, Lippi e Prandelli sono a 56), ha poi risposto così a chi gli ha chiesto la possibilità di passare al 3-5-2: 'Non scarto a priori questa ipotesi, ma deve esserci una motivazione per cambiare modulo. La mia paura è che cambiando modulo la squadra si allunghi un po', fisicamente non siamo fortissimi e abbiamo bisogno di palleggio'.