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prima-conte-contro-juventus - Credit: Jonathan Moscrop / IPA / Fotogramma
due a zero per i nerazzurri 18 gennaio 2021

La prima vittoria di Conte contro la Juventus

di Pierfrancesco Catucci

L’Inter festeggia ma, per il tecnico, il gap con i bianconeri non è ancora colmato

Antonio Conte non aveva mai battuto la Juventus.

In bianconero, tra i tanti trofei, ha vinto otto scudetti (5 da giocatore e 3 da allenatore) e una Champions. Poi l’aveva affrontata quattro volte da avversario: alla guida dell’Arezzo e dell’Atalanta aveva subito 10 gol in due partite; poi le due sconfitte della scorsa stagione con l’Inter.

 

Domenica sera a San Siro la partita perfetta e le reti di un ritrovato Vidal e del solito Barella che hanno regalato all’Inter il successo contro i bianconeri che mancava dal 18 settembre 2016. "Per vincere contro una squadra come la Juve, che in Italia è un parametro importante – spiega un più che soddisfatto Conte a fine gara – devi sfiorare la perfezione. Abbiamo fatto un'ottima partita e la più grande soddisfazione è che abbiamo visto che alcune cose che potevano fare male alla Juve poi si sono rivelate azzeccate”.

 

Nella conferenza stampa prepartita il tecnico aveva parlato di un momento importante che avrebbe consentito alla squadra di misurare le proprie ambizioni e capire a che punto era la marcia di avvicinamento alla Juventus che ha dominato in Italia nell’ultimo decennio: “Bravi i ragazzi a mettere in campo quello che avevamo preparato, contento per loro perché queste sono partite che ti danno autostima e che ti fanno capire che la strada è giusta. Una strada che sta dando frutti importanti. E loro lo sapevano che per noi la Juve era un riferimento importante, una squadra che domina da nove anni. Il gap tra loro e tutti gli altri esiste ancora, ma in tanti stiamo lavorando per ridurlo sotto tutti i punti di vista”.

 

Una vittoria che si inserisce in un contesto societario complicato, con le difficoltà finanziarie legate soprattutto ai mancati incassi da stadio e le restrizioni ai finanziamenti all’estero da parte del governo cinese che stanno condizionando le politiche di Suning e le voci su una possibile cessione della società. “Non possiamo dire che non ci interessi – spiega il tecnico – sarebbe una grossa bugia. Al tempo stesso, sono stato molto chiaro con tutti quelli che lavorano con noi: pensiamo a lavorare, a cercare di rendere orgogliosi i nostri tifosi, provare a fare il massimo. E poi vediamo. Mi auguro che la situazione si risolva nel migliore dei modi, ma io lo sapevo già da agosto. C'erano delle problematiche che abbiamo affrontato, ora ci auguriamo che vada tutto per il meglio”.

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