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La Roma di Mourinho vince la Conference League

- Credit: Fotogramma/IPA

europa26 maggio 2022

La Roma di Mourinho vince la Conference League

di Franco Porto

I giallorossi battono 1-0 in finale il Feyenoord con la rete di Zaniolo

Zaniolo scrive il nome della Roma nella storia. La sua rete al 32’ contro gli olandesi del Feyenoord basta ai giallorossi per portare a casa la prima Conference League della storia e riconsegnare all’Italia un trofeo europeo che mancava ormai dalla Champions League dell’Inter nel 2010.

 

Protagonista comune dei due trofei Josè Mourinho, il condottiero della Roma che ha saputo unire un popolo anche nei momenti difficili di una stagione sulle montagne russe e regalare ai giallorossi un trofeo, emozione che a Roma non vivevano dalla Coppa Italia del 2008.

 

È il primo vero trofeo internazionale del club giallorosso dopo la Coppa delle Fiere del 1961 e la Coppa Anglo-Italiana del 1972, comunque mezzo secolo fa.

 

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“Ci sono tante cose che passano nella mia testa – racconta emozionato l’allenatore portoghese a fine partita – Mi aspettavo questo coinvolgimento della gente, sono unici, si capiva già quando sono arrivato undici mesi fa...”.

 

E poi, messa per un attimo da parte l’emozione: “Come ho detto ai ragazzi nello spogliatoio a Torino, lì abbiamo fatto quello che dovevamo fare, ossia qualificarci per l’Europa League, abbiamo fatto il nostro lavoro. Oggi non era lavoro, era storia. Abbiamo scritto la storia, sì. Fin dall'inizio avevamo capito che la Conference League poteva essere un traguardo possibile. Anche se poi alla fine sono entrate anche squadre forti. Era una competizione sulla quale puntavamo, senza però perdere l’obiettivo principale, che era quello di qualificarci per Europa League”.

 

E spegne subito le voci di un possibile addio a fine stagione: “Io rimango, non ci sono dubbi, anche se arriva qualche voce... Io voglio rimanere a Roma, c’è da capire soltanto quello che i nostri proprietari, che sono persone meravigliose, vogliono fare nella prossima stagione. Perché possiamo dare seguito a un progetto molto bello, c’è soltanto da capire la direzione da prendere”.

 

“È storia della Roma, ma anche storia mia. Ho saputo poco fa che soltanto io, Trapattoni e Ferguson abbiamo vinto trofei europei in tre decadi diverse. Cosa c’è di diverso rispetto alle altre vittorie? Un conto è farlo con il Manchester United, con squadre costruite per centrare questo obiettivo, un conto è farlo con il Porto, con l’Inter dopo tanti anni e oggi con la Roma. È molto molto speciale, una cosa che ti fa diventare immortale. In questo momento penso a me, ma di più a questa gente romanista che sta facendo festa”.

 

E chiude con la dichiarazione d’amore ai colori giallorossi: “Certo che mi sento romanista. Io sono di tutti quelli che con me fanno una famiglia, che cercano un obiettivo, che stanno insieme nei momenti difficili. Oggi, con tutto il rispetto per i miei vecchi club, io mi sento romanista al cento per cento. Adesso vado in vacanza e mi vado a sedere in spiaggia, davanti a casa mia, a ripensare a tutto questo”.