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Come fare per aprire la partita IVA

Ragazzo firma un documento- Credit: iStock

COME FARE01 agosto 2021

Come fare per aprire la partita IVA

di Barbara Vaglio

Dalla valutazione del regime fiscale alle pratiche per l’avviamento, capiamo di più sulla partita Iva e il suo funzionamento.

Non esiste una risposta univoca rispetto ai costi e alle modalità di apertura di una partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate. Bisogna valutare caso per caso, ma proviamo a tracciare un quadro chiaro e più possibile esaustivo.

 



Partita iva, cos’è

L’apertura della partita IVA rappresenta il primo step per l’avvio di un’attività di lavoro autonomo, si tratta di un insieme di numeri che identificano una società o una persona fisica. Esattamente sono 11 numeri: i primi 7 collegano la partita Iva al contribuente che ne è titolare, i successivi 3 corrispondono al codice identificativo dell’Ufficio delle Entrate e l’ultimo numero ha una funzione di controllo. Questa sequenza numerica è fondamentale in ottica tributaria in quanto consente l’identificazione del titolare e della posizione fiscale dello stesso.
I soggetti obbligati ad aprire una partita Iva sono tutti coloro che svolgono attività in forma autonoma: liberi professionisti, imprese di beni o servizi che non sono soggetti a reddito da lavoro dipendente sono, quindi, chiamati ad adempiere ai propri obblighi fiscali attraverso l’imposizione fiscale indiretta (IVA).
Al momento dell’apertura della partita Iva, il soggetto che intende avviare la propria attività in proprio accetterà l’obbligo di emettere fattura e di pagare i contributi dovuti al fisco e alla previdenza sociale sotto forma di Iva, imposta sul valore aggiunto.

 


L’apertura, come funziona

Il primo passo per aprire una partita IVA è quello di presentare richiesta all’Agenzia delle Entrate, la quale provvederà ad attribuire al richiedente il codice di 11 cifre utile per identificare il soggetto richiedente.
Per l’apertura della partita Iva bisogna compilare e consegnare all’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12 in caso di persone fisiche o AA7/10 in caso di soggetti diversi, i modelli AA9/12 o AA7/10 dovranno essere consegnati all’Agenzia delle Entrate in allegato con il proprio documento di riconoscimento. Possono consegnati a mano presso uno degli Uffici, attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno o in modalità telematica, attraverso il software che è possibile scaricare sul sito.
Al momento dell’apertura della partita Iva bisognerà scegliere il codice ATECO dell’attività che si intende svolgere. In caso di variazione dell’attività svolta si dovrà procedere, di conseguenza, con la comunicazione del nuovo codice identificativo dell’attività.
I titolari di partita Iva sono obbligati, inoltre, ad aprire la propria posizione previdenziale all’Inps per il pagamento dei contributi e all’Inail per l’assicurazione obbligatoria.


Regimi forfettario e ordinario

Attualmente sono previsti due regimi: il forfettario, ex regime dei minimi, e quello a contabilità semplificata ovvero ordinaria.
Possono aprire partita IVA in regime forfettario tutti i contribuenti che non superino il limite di 65.000 euro di ricavi o compensi. In base a quanto previsto, il regime agevolato prevede l’applicazione di un’aliquota sostitutiva i Irpef e Iva al 5% per i primi 5 anni, che passa al 15% a partire dal sesto anno. Per quel che riguarda i contributi Inps relativi ai professionisti senza cassa e quindi iscritti alla gestione separata Inps, l’aliquota contributiva è del 27,72%.
In caso di artigiani e commercianti è necessaria l’iscrizione in Camera di Commercio ed il versamento dei contributi fissi INPS di circa 3.700,00 euro l’anno.
Nel caso in cui sia esclusa la possibilità di aderire al nuovo regime forfettario, i titolari di partita Iva saranno soggetti al pagamento delle imposte e dei costi ordinari.
Nel dettaglio, il costo per aprire ma, soprattutto, mantenere una partita Iva in regime ordinario si traduce in:

  • costo per Camera di Commercio - diritto camerale (sono esenti i contribuenti che svolgono attività professionali e tecniche che non obbligano all’iscrizione al registro delle imprese);
  • costi Irpef;
  • costi gestione separata Inps o cassa professionale;
  • Irap;
  • Iva, l’imposta sul valore aggiunto calcolata sull’imponibile di ogni fattura.

 

Costi di partenza

Al momento della scelta del regime fiscale, i titolari di partita Iva potranno scegliere se aderire al regime forfettario o ordinario.
A grandi linee uno studio professionale richiede il costo della pratica, che consiste nella predisposizione e nell’invio telematico del modello di apertura, che può variare da 100,00 a 300,00 euro + IVA, a seconda dei casi. Ci sono casi in cui nella fattura ricevuta dal professionista vi è anche il compenso per la consulenza iniziale, davvero importante per assumere le prime scelte relative all’avvio dell’attività.