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Oggi 12 agosto 2022 - Aggiornato alle 21:00

Scultura fotografata da dietro- Credit: Pexels

HOBBY11 luglio 2022

La scultura nell'antica Grecia: che ruolo aveva?

di Daniela Melis

Antica Grecia, qualche cenno sull'arte della scultura.

La Nike di Samotracia di Pitokrito, il Doriforo di Policleto, la Venere di Milo di Alessandro di Antiochia: son solo alcuni degli esempi della bellezza della scultura greca. Un’arte che, insieme all’architettura, indubbiamente si impose su tutte le altre. E che, anche se purtroppo solo in parte, arriva fino a noi, anche grazie alle imitazioni del periodo Romano. Ma che ruolo aveva la scultura nell’antica Grecia? Scopriamolo.

 

I periodi

Sulla scultura in Grecia c’è da dire prima di tutto che si differenzia parecchio a seconda del periodo. Ne possiamo individuare almeno sette: le origini, il periodo orientalizzante, la scultura arcaica, il periodo severo, quello classico e l’ellenistico. Anche i tipi di scultura sono diversi: si va da quella monumentale alle arti cosiddette minori (come piccoli oggetti).

 

Il culto

Indubbiamente il ruolo centrale della scultura nell’antica Grecia era il culto. Lo stesso provato cittadino, infatti, concepiva l’arte come un’offerta e un dono agli dei o ai defunti. E poi, soprattutto, c’erano le grandi opere artistiche commissionate dalla comunità statale, che avevano anche il fine di commemorare i grandi eventi.

 

I temi

L’arte per i greci, e in particolare quella della scultura, era un’emanazione del bello. In ogni statuta si concentravano i loro ideali di armonia, equilibrio e proporzione, poi ripresi nel periodo dell’Umanesimo anche in Italia. I temi delle statue, perfette e sinuose, erano sempre gli stessi: il corpo umano, il mito, le scene di vita quotidiana. Il tutto levigato su splendido marmo, per la grazia degli dei.