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curiosita e leggende su corinaldo il paese dei matti Corinaldo : il paese dei matti - Credit: I STOCK
LIBRI 21 novembre 2020

"Oggi faccio azzurro" di Daria Bignardi

di Francesca Ceriani

Corinaldo è tra i borghi più belli d’Italia

 

Corinaldo: dove si trova

Corinaldo è uno dei borghi più belli d’Italia, conosciuto anche come ‘Il paese dei matti’.

Sono tante le curiosità e le leggende che si tramandano sugli abitanti e sui luoghi di questo piccolo centro dell’entroterra marchigiano. Corinaldo si trova nelle 0, in provincia di Ancona: nel 2007 è stato eletto borgo più bello d’Italia. Il paese si trova in cima a un colle ed è circondato da meravigliosi campi di girasoli e vigneti e ha una conformazione tipicamente medievale.

Visitare Corinaldo significa non solo poter ammirare il suo centro storico ben conservato e curato ma anche immergersi tra le tante leggende che circolano in merito ai suoi abitanti, tanto da far guadagnare a questo borgo il soprannome di “paese dei matti”.

La storia di Scuretto

È la città dei santi e dei matti, il palcoscenico di un'umanità variegata. Passeggiando per le strade incontrerete una folla variopinta di personaggi: dalla devota Santa Maria Goretti all'astuto Scuretto, osserverete il fondo del Pozzo della Polenta e infine concluderete la vostra gita sulla cima dell'imponente Torre dello Sperone, autentico santuario di guerra. Per ognuno di questi luoghi esiste una storia particolare.

Scuretto, per esempio, era un calzolaio, un uomo semplice. Il figlio, emigrato in America, gli mandava regolarmente dei soldi per costruire una casa, ma Scuretto se li beveva nelle osterie del borgo. Quando il figlio gli chiese la foto della casa, il calzolaio fece costruire solo la facciata, con tanto di numero civico, e si fece fotografare davanti. La casa è ancora oggi incompiuta. 

Il Pozzo della Polenta

Sulla cima della scalinata della Piaggia vi è il Pozzo della Polenta, uno dei luoghi più caratteristici di Corinaldo. Si racconta che una notte d’inverno un contadino stanco si riposò ai bordi del pozzo ma, al risveglio, si accorse che il pesante sacco di polenta che trasportava era caduto giù. Cerco allora di calarsi all’interno e, da allora, nessuno lo vide più.

Le donne del paese per lungo tempo raccontarono che l’uomo era in fondo al pozzo a mangiare la polenta e qualcuno ogni tanto gli calava giù anche qualche salsiccia da accompagnare con la sua amata polenta.

Da allora gli abitanti di Corinaldo sono anche chiamati ‘I polentari’. Tra i numerosi eventi che vengono realizzati in paese c’è anche la “Contesa del pozzo della polenta”, tradizionale rievocazione storica in costume, che rimanda ad una leggenda del periodo in cui Corinaldo era sotto assedio e dal pozzo lungo la scalinata si poteva tirare su un secchio pieno di polenta per sfamare la popolazione.

Il ‘paese dei matti’

Corinaldo è nota nel territorio circostante come “il paese dei matti”: non tanto perché i suoi abitanti erano pazzi, ma matti nel senso di furbi, irriverenti, astuti, scaltri. Nel libro “I matti di Corinaldo” Mario Carafòli, basandosi sulle memorie del Cavalier Nicola Bolognini Bordi, ha elencato una serie di personaggi particolari vissuti nel paese in diverse epoche. Il signor Atavico, un appassionato di caccia che tutte le notti girava la città per informare i cacciatori sul meteo, o il signor Gnecco, sempre ubriaco, che un giorno si lanciò nudo nella fontana.

O ancora: Pietrino Del Mosciuto, che scrisse a Francesco Crispi, all’epoca presidente del Consiglio, protestando perché aveva dichiarato guerra senza interpellarlo. Non per niente a Corinaldo si svolge la Festa dei Folli, dal 21 al 25 aprile di ogni anno, durante la quale è possibile ottenere il “Passaporto da Matto”.

Il ‘paese dei santi’

Corinaldo è anche paese di Santi. Qui infatti il 16 ottobre 1860 nacque Maria Goretti, canonizzata dalla Chiesa Cattolica il 24 giugno 1950. Aveva solo 12 anni quando un giovane tentò di violentarla e alla fine la colpì ripetutamente con un punteruolo lasciandola in fin di vita. Maria morì il giorno seguente in ospedale ma non prima di aver chiesto alla madre di perdonare il suo assassino.

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