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padova-salone-auto-moto-epoca - Credit: pixabay
auto 16 ottobre 2020

A Padova il “Salone di auto e moto d’epoca”

di Pierfrancesco Catucci

Dal 22 al 25 ottobre la rassegna per discutere del futuro della mobilità storica

Possedere un veicolo storico significa conservare una “macchina del tempo” che testimonia le tradizioni sociali, culturali e tecnologiche dell’intera comunità.

In questo senso, il patrimonio del motorismo storico italiano non ha pari al mondo e deve essere sempre più tutelato e protetto: i veicoli sono stati concepiti e costruiti per viaggiare e l’Automotoclub Storico Italiano – in linea con gli obiettivi della Federazione Internazionale dei Veicoli Storici (FIVA) - si adopera affinché questo sia sempre possibile, con la consapevolezza e il rispetto delle complesse questioni legate alla tutela dell’ambiente e, in particolare, alle sfide moderne che la mobilità deve affrontare.

 

I veicoli storici rappresentano la storia della mobilità, della tecnica e del design e i loro proprietari sono custodi di un “museo viaggiante” che merita rispetto e tutela. Asi promuove una seria campagna di sensibilizzazione in seno alle istituzioni locali e nazionali e, in occasione del salone “Auto e Moto d’Epoca” di Padova, presenta l’edizione italiana della “Guida FIVA all’uso responsabile dei veicoli storici sulle strade di oggi”, sviluppando il tema sabato 24 ottobre insieme al presidente della Fiva Tiddo Bresters.

 

La tutela dei veicoli storici inizia con l’evidenziare la netta distinzione che c’è tra loro ed il parco circolante semplicemente “vecchio”. I veicoli storici sono quelli in possesso del Certificato di Rilevanza Storica introdotto dallo Stato e rilasciato dagli enti indicati all’art. 60 del Codice della Strada (Automotoclub Storico Italiano, Federazione Motociclistica Italiana, Registri Storici Fiat, Lancia e Alfa Romeo). In questo senso, come previsto anche dalla Federazione Internazionale, gli unici criteri che devono essere riconosciuti come valore storico assoluto sono l’anzianità e l’originalità di ogni singolo esemplare. L’originalità è un valore, è la condizione fondamentale che ci permette di tutelare i veicoli storici con serietà e visione a lungo termine.

 

In anteprima la collezione Morbidelli

Il 19 settembre scorso, l’Automotoclub Storico Italiano ha rilevato 71 esemplari della preziosa Collezione Morbidelli di Pesaro, scongiurando la dispersione di un patrimonio che rappresenta l’evoluzione della motocicletta dalle origini agli anni ’50 del 1900, illustrata attraverso modelli di 30 differenti marchi di tutto il mondo. ASI è riuscita ad acquisire il nucleo originario della Collezione dopo l’intervento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha bloccato l’esportazione dei pezzi con più di 75 anni. Questa iniziativa viene presentata in anteprima al salone “Auto e Moto d’Epoca”, dove sono esposti alcune delle moto più significative, come la rarissima Moto Rêve 275 del 1907 (la più antica della Collezione), la Benelli GP 4 250 Competizione del 1942 (unico esemplare al mondo) e la Benelli GP 175 usata nel 1934 dal pilota iridato Dorino Serafini, anch’egli di origini pesaresi come il campionissimo Valentino Rossi.

 

Le motociclette acquisite da ASI sono il frutto della passione e della lungimiranza di Giancarlo Morbidelli - figura di spicco nel panorama motociclistico italiano - scomparso il 10 febbraio 2020 dopo una vita passata ad inseguire il suo sogno a due ruote. Nato a Pesaro nel 1934, Morbidelli è stato un genio della meccanica, un brillante imprenditore, una leggenda del motociclismo che negli anni ’70 si è affermata vincendo otto titoli mondiali nelle classi 125 e 250. Nel 2000 aveva inaugurato il suo incredibile museo dedicato alla storia, all’evoluzione tecnica e alle competizioni motociclistiche. Ospite di ASI ad “Auto e Moto d’Epoca” sarà Pier Paolo Bianchi, campione del mondo classe 125 nel 1975, 1976 e 1977 in sella alle moto Morbidelli.

 

Tributo al maestro di stile Aldo Brovarone

Aldo Brovarone, decano dello stile automobilistico, creativo della Pininfarina dal 1952 al 1988 e autore dei modelli più iconici del secolo scorso, ci ha lasciato il 12 ottobre scorso a 94 anni: ASI rende un doveroso omaggio a questa indimenticabile figura con una conferenza in programma venerdì 23 ottobre, alla quale partecipa Paolo Pininfarina insieme ai designer che hanno condiviso i tavoli da disegno con il gioviale, cortese, umile e sempre sorridente Brovarone.

 

Motori di carta

Lo stand ASI è palcoscenico per le presentazioni in anteprima assoluta di due nuovi libri dedicati ad altrettante icone “moderne” dell’automobilismo italiano: la Fiat Panda e la Lancia Delta campione del mondo rally.

 

Nel 2020 ricorrono i 40 anni della mitica Panda. Ecco che un titolo su questa vettura tanto importante risultava ormai necessario. Gli autori Matteo Comoglio e Luca Marconetti ripercorrono tutta la storia della Panda “classica” costruita dal 1980 al 2003: dall’idea di Giorgetto Giugiaro fino alla progettazione, industrializzazione e finalmente la presentazione sul mercato, dove la Panda ha rivoluzionato il concetto di vettura utilitaria e da città. Spaziosa, funzionale, semplice nella costruzione, briosa e sempre in grado di togliersi d’impaccio in qualsiasi situazione: un vero e proprio “spirito libero”.

 

Il libro si sviluppa trattando in dettaglio tutte le versioni e si conclude con alcune riflessioni sul “fenomeno Panda”, perché di questo si tratta: non solo una vettura economica e adatta trasversalmente a tutti gli automobilisti, ma una pagina fondamentale di storia, cultura e società contemporanea.

 

La Lancia Delta a quattro ruote motrici è una delle vetture da corsa più vincenti di tutti i tempi. Un mito che ha raccolto 46 successi nel mondiale rally e conquistato sei titoli costruttori consecutivi, più quattro titoli iridati piloti con Miki Biasion e Juha Kankkunen. Un elogio del made in Italy che l’ASI ha deciso di celebrare con due volumi curati da Sergio Remondino.

 

Nel primo, presentato ad “Auto e Moto d’Epoca”, vengono ripercorse le gesta sportive della Delta Gruppo A, che completano la parte relativa alla progettazione e allo sviluppo scritta da uno dei principali artefici dei successi Delta, l’ingegnere Sergio Limone. Il progettista rivela una serie di informazioni fino ad oggi rimaste segrete, con un testo esauriente e ricco di particolari inediti scritto a quattro mani con Luca Gastaldi. In questo primo volume sono pubblicate le rarissime immagini scattate all’epoca dallo stesso Limone ed un documento unico: la lista completa di tutte le Delta realizzate all’Abarth con le specifiche relative ad ogni esemplare.

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