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realta-aumentata-auto - Credit: Volkswagen media
auto 15 gennaio 2021

Tra reale e virtuale, la realtà aumentata in auto

di Pierfrancesco Catucci

Volkswagen ha introdotto un head-up display innovativo sulle ID.3 e ID.4

Unire il mondo virtuale a quello reale, per aumentare il comfort e la sicurezza di guida.

È questo il compito del nuovo head-up display a realtà aumentata al debutto sulle nuove Volkswagen ID.3 e ID.4. Il sistema è in grado di sovrapporre allo scenario esterno una serie di simboli, proiettandoli in modo dinamico davanti al conducente.

 

Volkswagen è la prima casa automobilistica al mondo a introdurre questa tecnologia nel segmento delle compatte, rendendola alla portata di molti clienti e aprendo un nuovo capitolo nella storia dei display e degli strumenti dedicati a chi è al volante.

 

Tecnologia per tutti

Sebbene questa tecnologia sia una novità globale, Volkswagen ha deciso di lanciarla su modelli di volume, portando avanti con coerenza la propria strategia di offrire funzionalità high-tech a prezzi abbordabili. "Abbiamo introdotto una vera e propria innovazione nella produzione in serie – spiega Frank Welsch, membro del consiglio di amministrazione per lo sviluppo – e non lo abbiamo fatto in un veicolo premium, ma in modelli compatti e 100% elettrici della famiglia ID perché per Volkswagen è fondamentale rendere disponibili tecnologie innovative a un gran numero di clienti".

 

Un display dinamico

L'head-up display a realtà aumentata proietta informazioni importanti sul parabrezza, suddividendole su due livelli. Il primo è rappresentato dall'ampia finestra dedicata alla visualizzazione del display dinamico e si trova nel campo visivo del conducente a una distanza virtuale di circa 10 metri, con una diagonale (sempre virtuale) di circa 1,8 metri. In questa finestra vengono visualizzate le informazioni dei sistemi di assistenza alla guida, le indicazioni di svolta, i punti di partenza e le destinazioni del sistema di navigazione.

 

Il secondo livello è proiettato a distanza ravvicinata, sotto forma di una fascia piatta sotto la finestra più grande, e mostra in modo statico la velocità, i segnali stradali e altri simboli utili, facendoli “galleggiare” a circa tre metri davanti a chi guida.

 

Reale e virtuale

Entrambi i display virtuali sono posizionati perfettamente in linea con il mondo reale all'esterno del veicolo e vengono visualizzati in modo dinamico. Per esempio, quando l'auto sta raggiungendo un incrocio dove secondo il navigatore è prevista una svolta, il guidatore riceve due indicazioni: prima una notifica anticipata a livello della strada, poi tre frecce posizionate sul bivio, che diventano più grandi e trasparenti (per garantire una visione chiara della strada) man mano che l'auto si avvicina al bivio stesso.

 

Questo perché il concetto alla base dell'head-up display a realtà aumentata prevede di fornire solo le informazioni essenziali, senza confondere il conducente con indicazioni eccessive o ridondanti.

 

 

Lane Assist e Travel Assist

Nella finestra più ampia vengono visualizzate anche le indicazioni del Lane Assist: se il veicolo si avvicina troppo ai bordi della strada, le linee virtuali diventano arancioni. Invece, se si attiva il Travel Assist, compaiono due linee verdi e l'auto è mantenuta al centro della corsia.

 

Inoltre, quando si segue un altro veicolo, questo viene contrassegnato da una striscia colorata che cambia colorazione a seconda della distanza a cui si trova. Infine, quando i sistemi di assistenza alla guida sono disattivati, il conducente vede un segnale di avvertimento rosso se si avvicina troppo al veicolo che precede.

 

La Picture Generation Unit

L'head-up display a realtà aumentata utilizza una "Picture Generation Unit" (PGU, unità di generazione dell’immagine) posizionata in profondità all'interno della plancia. Un display LCD molto potente proietta raggi luminosi su due specchi piatti e su delle lenti speciali che li separano creando i due livelli di visualizzazione, a distanza ravvicinata e più lontano. Gli specchi piatti deviano i raggi su un grande specchio concavo regolabile elettricamente e da qui i fasci raggiungono il parabrezza entrando nel campo visivo del guidatore, che vede i simboli con la stessa nitida definizione del mondo reale a una distanza apparente di 10 metri.

 

Le immagini, invece, sono generate da un creatore di realtà aumentata che si trova in uno dei due computer centrali dell'auto. Il software calcola il posizionamento dei simboli rispetto all'ambiente circostante utilizzando i dati della fotocamera anteriore, del radar e del navigatore. Infine, i display virtuali sono stabilizzati rispetto ai movimenti del veicolo e adattati alla geometria del sistema ottico di proiezione.

 

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