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Cosa visitare a Cremona, la città dei violini

Una vista di Cremona dall'alto- Credit: iStock

VIAGGI28 agosto 2022

Cosa visitare a Cremona, la città dei violini

di Francesca Ceriani

Cremona è considerata la capitale della liuteria: qui nascono i migliori violini del mondo.

Cremona è chiamata la Città dei violini, ma anche la città delle tre ‘t’. Partiamo dal primo nome: il capoluogo di provincia lombardo è da sempre legato alla musica e, in particolare, all’arte della liuteria. Qui sono nati e si sono sviluppati i canoni del melodramma e del madrigale grazie all’arte di Claudio Monteverdi (seconda metà del ‘500). Nell’Ottocento fu invece Amilcare Ponchielli a portare in alto la tradizione della lirica. A Cremona, poi, dal ‘500 al ‘700, vissero famiglie di artigiani artistici di eccellenza: parliamo degli Amati, degli Stradivari e dei Guarneri del Gesù, che realizzarono una immensa produzione di strumenti ad arco divenuti famosi in tutto il mondo.

 

 

Le botteghe e altro

A Cremona ci sono oltre 150 botteghe liutaie, 15 teatri e centinaia di eventi all’anno a tema musicale. Cremona è anche la città delle tre ‘t’: il torrone, dolce tipico; Torrazzo, uno dei campanili più alti del mondo; e ‘tetàs’, ovvero i seni prosperosi delle donne del luogo. 

 

 

Cosa vedere a Cremona

La prima tappa del vostro tour a Cremona è la Piazza del Comune, una delle più belle d’Italia, su cui si affacciano il Duomo, il Battistero, la Loggia dei Militi, il Palazzo del Comune e il simbolo della città, ovvero il Torrazzo. Sul Torrazzo, il campanile del Duomo, potrete salire: vi attendono però 502 scalini prima di arrivare in cima. Visitate anche tutti gli altri edifici presenti sulla piazza. Merita una visita il Museo del Violino, ospitato a Palazzo dell’arte, che comprende anche la bottega di un liutaio.

 

 

Chiese

Bellissima la Chiesa di San Sigismondo: si trova poco fuori dal centro (si raggiunge con una passeggiata) e si trova all’interno del Monastero di San Giuseppe in San Sigismondo. Immancabile un giro tra le botteghe cittadine, da quelle liutaie a quelle dolciarie come Sperlari.