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Oggi 03 ottobre 2022 - Aggiornato alle 13:27

Una strada che porta verso il Gran Sasso in Abruzzo- Credit: iStock

VIAGGI02 settembre 2022

Gran Sasso: come scappare dal turismo di massa

di Francesca Ceriani

Per sfuggire al turismo di massa, quello del fare a tutti i costi per essere nel mood, è bene cambiare registro ed approfondire cosa sia lo Slow Tourism e lo Slow Travel.

Il concetto è semplice. Si cercano località a dimensione d’uomo, meglio se inserite in un contesto naturale, e le si vivono con calma rispettando l’ambiente e le comunità che le abitano cercando di evitare impatti negativi nei confronti del primo e favorire lo sviluppo della locale economia per i secondi. In questo, l’Abruzzo e il Gran Sasso, sono le mete ideali per scappare dal turismo di massa.


 

Gran Sasso, una bella scoperta

Non tutti sanno che l’Abruzzo è anche la Regione Verde d’Europa annoverando oltre il 36 per cento del suo territorio come area protetta. Questo è sintomatico per ritenere la regione, estranea al turismo di massa soprattutto nel suo interno. Da sempre territori aspri e poco inclini a farsi fagocitare dalla massificazione del turismo, se da un lato non ne hanno ricevuto gratificazioni a livello economico, dall’altro hanno mantenuta integra la loro natura che in certi punti merita di essere scoperta essendo questa autentica, selvaggia ed incontaminata.


 

Le imperdibili mete del Gran Sasso

Con i suoi quasi tremila metri il Gran Sasso è la vetta più alta dell’Abruzzo e di tutti gli Appennini ed è caratterizzato da un territorio ancora verace puntellato da borghi dall’antico sapore medioevale. Alcuni di questi sono da ritenersi destinazioni da visitare con calma per apprezzarne ogni loro caratteristica.

 

 

Rocca Calascio

Rocca Calascio è una meta tra le più scenografiche che si possano trovare sul Gran Sasso per via della sua fortificazione che è tra le più belle di tutto il centro Italia tanto che è inclusa tra le 15 rocche più belle esistenti sulla Terra. Il castello è posto a 1460 metri slm e viene incluso tra i manieri europei più elevati. I suoi ruderi sono così affascinanti tanto da essere stati utilizzati come location di numerosi film e dalla sua cima è possibile godere di una vista incomparabile su tutta la catena del Gran Sasso. Nel borgo un tempo abbandonato, si è tentato un interessante recupero tanto che ospita un albergo diffuso.

 

 

Santo Stefano

Vicino a Calascio merita una visita il bellissimo borgo di origine medioevale di Santo Stefano di Sessanio. Si tratta di un vero gioiellino architettonico che si eleva su di un colle posto a 1250 metri che lo rende uno tra i più suggestivi borghi di tutto il Parco Nazionale del Gran Sasso.

 

 

La pietra bianca locale

Fu edificato utilizzando la bianca pietra calcarea locale che lo ha reso speciale soprattutto nel suo centro storico fortificato e di rara bellezza. Dolorosamente lasciato in stato di abbandono ha visto l’interesse di un imprenditore straniero che ha investito sulla ristrutturazione di molte abitazioni disabitate, preservandone l’aspetto e trasformandole in un albergo diffuso e ridando una certa vitalità al borgo, famoso anche per via delle sue prelibate lenticchie che vengono coltivate ancor prima dell’anno Mille.

 

 

Campo Imperatore

Anche Campo Imperatore, ossia un altipiano lungo una ventina di chilometri che si eleva a oltre 1800 metri e conosciuto come Piccolo Tibet d’Abruzzo, è una destinazione da esplorare per via di sconfinati spazi selvaggi molto apprezzati dagli amanti del cicloturismo. Allo stato brado pascolano greggi di ovini e mandrie di cavalli che qui vivono la natura senza costrizioni di sorta.

 

 

Pietracamela

Altro appuntamento con la storia lo si può avere visitando il borgo di Pietracamela, risalente all’anno Mille e sorto alle pendici del Corno Piccolo immerso nella natura. Il paesino conserva il tessuto urbano dell’epoca medioevale con costruzioni di pietra, stretti e ripidi saliscendi caratterizzati da archetti e i vicoli lastricati.