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COVID-1919 marzo 2020

Coronavirus, negli ospedali thailandesi i robot aiutano i medici

di Redazione

E li tutelano dal contagio. Ecco come

Anche in Thailandia, che al momento registra oltre 200 casi di contagio da coronavirus, l’invito della comunità scientifica alla popolazione è restare il più possibile nelle proprie casa. Ma, a differenza dell’Italia, per ora il governo non ha disposto la chiusura totale degli esercizi commerciali per provare a contenere le ripercussioni economiche, con locali, centri massaggi e luoghi di intrattenimento in generale che, ad ogni modo hanno già abbassato le saracinesche.

 

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E, altro problema comune, la tenuta del sistema sanitario è messa a dura prova dall’emergenza, con medici e operatori sanitari stremati a rischiare la propria salute, come da deontologia professionale. Tuttavia, in quattro ospedali della capitale Bangkok e dintorni, vengono utilizzati robot per “aiutare” la sanità.

Piccoli robottini, infatti, si muovono tra i letti e misurano la febbre ai pazienti, aiutando il personale ospedaliero e, al contempo, tutelandone la salute in modo che i contatti con le persone positive siano ridotti allo stretto necessario.

 

Originariamente progettati per monitorare i pazienti colpiti da ictus in fase di recupero, i robot ora sono stati “trasformati” per combattere il Covid-19. Come spiegato da Viboon Sangveraphunsiri, docente presso l’università di Chulalongkorn e ingegnere che li ha progettati, i robot possono svolgere, essenzialmente, compiti dei “telemedicina”: dotati di appositi sensori, sono in grado di misurare la febbre, la pressione, “portare” ossigeno o eseguire esami clinici come l’elettrocardiogramma.

 

Davanti al coronavirus, evidentemente, la loro funzione principale è misurare la temperatura corporea, e in attesa che vengano predisposti anche per portare cibo e medicine oltre a sanificare i reparti (cosa che accadrà a breve), al momento è sufficiente. A ulteriore riprova che la tecnologia in generale, e la robotica in particolare, stanno ricoprendo un ruolo non certo marginale durante la pandemia.

 

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