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DALLA RIVOLTA03 settembre 2019

Hong Kong, Carrie Lam: "Potessi, mi dimetterei"

di Michela Cannovale

Ma poi la leader ritratta: "Non è vero, mi sono solo lasciata andare un attimo"

Dopo l'ennesimo sabato di protesta ad Hong Kong (il tredicesimo, per l'esattezza), la leader Carrie Lam annuncia di non aver mai offerto le proprie dimissioni al governo di Pechino, facendo chiarezza dopo la diffusione di una registrazione audio in cui si sente la stessa Lam affermare che "se potesse lasciare, lo farebbe".

 

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L'audio diffuso da Reuters

Nella registrazione audio in questione, la chief executive dichiara di non avere le possibilità per risolvere i problemi a Hong Kong. "Aver causato questo enorme caos a Hong Kong è imperdonabile, se avessi scelta la prima cosa sarebbe lasciare", si sente pronunciare dalla Lam, in un attimo di debolezza durante un incontro a porte chiuse le cui registrazioni sono poi state ottenute e pubblicate da Reuters.

 

"Ho uno spazio di manovra molto molto ma molto limitato", continua la Lam. E conclude: "Ora per me è estremamente difficile uscire di casa, non vado al centro commerciale o dal parrucchiere perché la mia posizione verrebbe condivisa e troverei una folla di t-shirt e maschere nere ad aspettarmi".

 

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Il dietro front

Ma poche ore dopo la pubblicazione degli audio, Carrie Lam si pente e corregge il tiro.

 

"Io non ho mai e poi mai offerto le mie dimissioni al governo centrale - dice, parlando in conferenza stampa - e non ho mai contemplato di discutere di questo con il governo. La scelta di lasciare sarebbe solo mia. Ma se volete interpretare così, perché in privato mi sono lasciata andare a un pensiero vista la difficoltà della situazione, fate pure, sarebbe una scelta facile dare le dimissioni, ma io mi sono detta più volte negli ultimi tre mesi che io e il mio team dobbiamo restare per aiutare Hong Kong".

 

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La strategia di Pechino

Lam parla poi dei piani di Pechino in merito alla rivolta di Hong Kong. Non si lascia andare troppo, ma afferma chiaramente che "a loro importa il profilo internazionale della Cina, c'è voluto tempo per costruire questa immagine di economia responsabile e non vogliono rovinare questi sviluppi. Giocano una partita di lungo periodo: Hong Kong soffre, perde turismo, crescita, alcune quotazioni in Borsa, ma dopo che le cose si saranno risolte, la Cina aiuterà con misure positive"

 

Insomma, il capo dell'esecutivo dell'ex colonia britannica non mette in discussione l'autenticità dell'audio, ma di fatto smentisce le indiscrezioni e il clima resta quindi di tensione.