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DALLA RIVOLTA04 settembre 2019

Hong Kong, ritirata formalmente la legge sull'estradizione

di mc

I primi frutti delle proteste

La leader di Hong Kong Carrie Lam ha annunciato in un messaggio televisivo il ritiro formale della proposta di legge sull'estradizione, che ha innescato tre mesi di proteste spesso sfociate in scontri.

 

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"Per prima cosa il governo ritirerà formalmente il disegno di legge per dissipare le preoccupazioni dell'opinione pubblica", ha detto, ricordando di aver affermato già a giugno che la legge era "morta" e lamentando che a Hong Kong "le persone che hanno una differente visione subiscono violenza".

 

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Priorità: porre fine alle violenze

"Sostituiamo i conflitti con il dialogo e cerchiamo soluzioni", ha aggiunto. "La priorità ora per noi è porre fine alle violenze, salvaguardare lo stato di diritto e ristabilire ordine e sicurezza". E ha continuato: "Inviterò i leader delle comunità, i professionisti e gli accademici a esaminare e rivedere in modo indipendente i problemi profondi della società per consigliare il governo nel trovare soluzioni".

 

Nessuna amnistia per gli arrestati

Lam ha escluso che venga costituita una commissione indipendente per indagare sulle azioni della polizia durante le proteste, così come non è prevista "un'amnistia" per le persone arrestate in questi tre mesi. A suo dire, questo sarebbe "inaccettabile in qualsiasi città in cui vige lo stato di diritto".

 

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Il ritiro formale della legge va incontro alle richieste dei dimostranti che protestano da quasi 14 settimane e che lamentavano il fatto che, se non ritirata formalmente, l'amministrazione avrebbe potuto rivitalizzarla in qualsiasi momento davanti al Consiglio legislativo (LegCo), il Parlamento del territorio semi-autonomo.