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L'onda del successo delle scrittrici latino americane

Roma, 26 nov. (askanews) - Scrittrici alla ribalta al salone del libro di Guadalajara: dal Messico all'Argentina, dal Cile al Brasile le donne emergono sempre più nel panorama della letteratura latino americana, dominata fin qui da giganti quasi tutti maschi. Tutte parlano di una nuova era, come l'ecuadoriana Maria Fernando Ampuero: 'Non è che questa generazione di donne scriva meglio, è che arriva ai tavoli dove si espongono le novità mentre prima non ci si arrivava'. Molte, come l'uruguagia Fernanda Trias, sottolineano che il pubblico oggi è più pronto a recepire i temi delle minoranze e delle storie non dette finora: 'Ascoltiamo tutta una parte dell'umanità che è stata zittita per troppi secoli, e sono sicura che dopo essere stati zitti hanno cose interessanti da dire, e io voglio ascoltarle'. I canoni del giudizio restano più severi per le donne, ricorda la peruviana Karina Pacheco: 'Sappiamo che al momento di giudicare gli occhi su quello che abbiamo scritto saranno molto più critici, così stanno le cose'. In Cile, su 56 premi nazionali assegnati agli uomini solo 5 sono andati a donne ricorda la cilena Alejandra Costamagna: 'Fino ad oggi non è stato lo stesso essere scrittrice o scrittore in termini di opportunità, premi, accesso a una serie di benefici, anche di soldi'. E per la brasiliana Djamila Ribeiro, il pregiudizio verso le scrittrici sarà duro da smantellare: 'Il sessismo c'è, perché quello che viene prodotto dalle donne è considerato letteratura femminile, mentre quello che è prodotto da uomini è considerato letteratura e basta; quello che è scritto da persone nere è in un ghetto come se fossero persone che non elaborano il mondo. E quindi la letteratura universale è sempre quella prodotta dagli uomini bianchi, e l'opera delle donne è considerata minore'.