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Mondiali Qatar, scontro sui lavoratori sfruttati per gli stadi

Milano, 20 mag. (askanews) - La condizioni degli operai che stanno lavorando per costruire stadi e infrastrutture in Qatar per i prossimi mondiali di calcio è oggetto di scontro. Da un lato Amnesty International ha accusato la Federazione internazionale di Calcio di 'non aver posto le condizioni per la protezione dei lavoratori' nonostante fosse a conoscenza delle condizioni in cui devono lavorare. Secondo un rapporto centinaia di migliaia di migranti sono stati sfruttati e per questo viene chiesto un risarcimento di 440 milioni di dollari. A fare da controaltare Max Tunon, protavoce dell'Organizzazione mondiale del lavoro. 'Per centinaia di migliaia di lavoratori la situazione è migliorata, hanno scelta quando si tratta di datori di lavoro, di salari migliori visto che è stato introdotto lo scorso anno il salario minimo. Ci sono più possibilità per i lavoratori di far sentire la loro voce, ma ci sono ancora tanti lavoratori che non hanno beneficiato pienamente delle riforme'. Il presidente della Fifa Gianni Infantino sulla vicenda delle precarie condizioni di sicurezza e salute garantite agli operai impiegati in Qatar aveva dichiarato: 'Quando dai lavoro a qualcuno, anche in condizioni difficili, gli dai dignità e orgoglio'. Molte organizzazione umanitarie continuano a puntare il dito contro il Qatar, accusato di fare carne da macello degli operai per concludere i lavori per tempo per il mondiale del 2022.